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CENNI STORICI
 
L e prime documentazioni ci rimandano all’anno 1834, quando, secondo i registri catastali dell’epoca, Crescentini Prete Domenico fu Natale e Nipoti possiede a Campo della Villa, una casa di proprio uso, una casa colonica con corte, un portico e altre case coloniche. I Crescentini anticamente pare che fossero una famiglia di carbonari, che lentamente iniziano ad accumulare denaro e ad acquistare terreni, fino a divenire, con il XIX secolo, fra i piu facoltosi possidenti di Fontecorniale (a pochi Km da Montefelcino). Prima del 1850, presso gli altri corpi di fabbrica,viene costruito un altro edificio padronale,affiancato da una cappella,collegato a sua volta ad una casa colonica vicina ad un arco.

S i tratta del palazzo padronale, ancora esistente,che con la facciata viene a chiudere l’aia quasi a corte. Nel nucleo di edifici viene istallato anche un mulino da olio. Negli anni successivi, varie altre costruzioni vengono ad affiancare le già esistenti, e fra queste ancora una nuova residenza padronale, un casone, secondo la tendenza dell’epoca. La casa padronale che affianca la cappella in origine era dotata di due piani, sui quali, in posizione centrale, si innalzava un altro piano a mò di torretta colombaia. In seguito ai bombardamenti,durante il secondo conflitto mondiale, un violento incendio semidistrusse l’edificio; infatti nel 1946 venne dichiarato “inabitabile per eventi bellici”.

N el fuoco andarono distrutti gli arredi, il mobilio, e quant’ altro si trovava nella casa, che fu successivamente restaurata, tralasciando però la ricostruzione della torretta centrale. Anche gli interni furono semplificati e ammodernati, evitando di ricostruire le antiche volte dipinte, come quella, notevole che era presente nel salone centrale. Ripartiti i numerosi sfollati che vi avevano trovato rifugio, il palazzo fu abitato solo per pochi anni, fino al 1955, quindi definitivamente abbandonato. Di interesse l’edificio conserva, sugli angoli della controfacciata, due torrette aggettanti, chiamate “torricini”, preposte alla difesa dai frequenti assalti dei briganti. Dalle feritoie, in tutta sicurezza,si potevano tenere sotto controllo i lati posteriori della casa. Inoltre fino al primo dopoguerra , la cappella era ancora collegata alla vicina casa colonica, ora scomparsa, da un’arcata in muratura, che forse anticamente ospitava un grande portone, anch’esso con funzioni difensive.